Corriere della Scuola

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    CARI GENITORI

    Il nostro Piano dell’Offerta Formativa  pone al centro della riflessione  pedagogico-didattica il valore della inclusività.

    La scommessa educativa che si profila è data dalla consapevolezza che l’alunno a scuola non si giustifica perché deve apprendere senza specificità e identità,

    ma perché percepisca la propria incompiutezza attraverso l’entusiasmo della conoscenza, quindi inserendosi in una dinamica educativa nella quale chi insegna

    apprende e chi sta apprendendo insegna .


    Non c’è insegnamento senza apprendimento. Un concetto che si allarga fino a qualificare l’educazione come territorio nel quale si afferma la consapevolezza che


    cambiare è difficile ma è possibile , territorio nel quale si supera la contraddizione educatore –educando, che polarizza le posizioni elevando una parte e

    abbassando l’altra con la conseguenza di negare l’educazione e la conoscenza come processo di ricerca.

    L’educazione di conseguenza deve riscontrare la vocazione umana a essere di più, abbandonando i limiti dell’insegnamento depositario in favore

    dell’insegnamento problematizzante, intimamente dialogico, che si esplica nella dimensione relazionale e della comunione.

    Un insegnante che non percepisca il valore dell’incompiutezza in sé e nell’altro, non può finalizzare la propria formazione né la formazione altrui, né può

    considerarsi soggetto etico.

    Qui sta altresì la riscoperta del senso della responsabilità e dell’autorità. In effetti l’autorità dell’educatore si deve riconnettere  allo spessore della professionalità

    e alla misura delle competenze, ma anche al rigore e alla sapiente flessibilità con cui si perseguono gli obiettivi e si adattano i percorsi didattici alla conoscenza

    del mondo e alla capacità di istruire al riguardo ponendosi al contempo nel territorio dell’altro senza pregiudizio né stereotipi.

    In tal modo gli alunni si raccolgono intorno al proprio insegnante perché lui si prenda cura di loro, perché lui conosce il mondo e introduce ad esso.

    Insegnare esige sorriso e speranza.

    L’insegnamento richiede di svolgersi in uno spazio pedagogico nel quale deve crearsi un clima di ben-essere. Un clima, insomma, che favorisca la speranza che

    insieme si possa imparare , insegnare, porsi degli interrogativi, produrre e resistere a ciò che ostacola la felicità di esserci, di stare insieme, di vivere insieme, della

    reciprocità del fare scuola.

    Questo l’impegno e il comune valore della nostra collegialità docente e di tutta la comunità educante del 1° Circolo “ MARIA PIA” .

     

    IL DIRIGENTE SCOLASTICO

    ANTONIO DI COMITE




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